Questi sono gli anni

Juanita de Paola

Mezza Pinta ed io abbiamo corso nelle pozzanghere, ieri sera. Abbiamo fatto le undici, che è un pò un’eccezione, giacchè alle nove e mezzo in genere siamo a letto – lei nella sua camerina navy e io sul divano o nel catafalco del talamo, quello con la targa in marmo che recita r.i.p.s., rest in peace sex.

Il letto è coperto di giornali e libri, matite, evidenziatori, le metto lì come se avessi sparso formaggio e io fossi un topo, per vedere se mi riesce di starci. Ormai è assodato che non cresco più, che fare cose che non mi piacciano è fuori discussione. Mi consola solo il fatto di avere poca personalità e di riuscire a farmi piacere quasi tutto, dopo un pò.

Ci sono giorni in cui mi ricordo di essere una mamma e cerco di essere divertente, ma perlopiù sono sempre molto impegnata con telefono, computer, letture, ansia e progettini. I progettini mi tengono felice. Mezza Pinta si fa largo, mi dice che quando è grande mi viene a dare una mano così io posso andare in piscina. Sta accanto a me e scrive sull’iPad2, lettere lunghissime che recitano parole meravigliose come ammamma, Cecilia, gucci. Copia le parole dalle pubblicità sulle riviste. Le chiedo spesso amore, sei felice? Mentre lo faccio mi prende una fitta forte, andare così addentro con una creatura così piccina, mi fa sentire impotente.

Abbiamo due liste di musica da ascoltare diverse, lei ama le canzoni terribili che piacciono a daddy – anni ottanta, pop, molto ritmate. A me piacciono i pezzi lenti, con molto spleen. Quando rientriamo da scuola lei ha diritto a mezzora di musica orrida, un gelato e il succo all’albicocca. Dopo ci rimettiamo ai nostri lavori: io al computer e lei agli acquarelli. Mi manda i fax.

Quando è arrabbiata con me mi disegna con le cicatrici, oppure crea delle metafore che trovo interessantissime: tutta la famiglia in vacanza e io sotto l’acqua col sangue, con lo squalo. Alla televisione guardiamo un sacco di documentari, specialmente sugli animali assassini.

L’ho messa a letto vestita da principessa e ranocchio, ieri sera, perchè gliel’avevo promesso. Accanto a sè la bacchetta magica e l’orsetto rosso ormai lacerato. Ho avuto una sensazione ben definita: questi sono gli anni, questo è il periodo che ricorderò come il più bello della mia vita.

Mi piace!
6

Info su juandpaola

Juanita è una donna di trentacinque anni che da grande voleva fare la rockstar, ma ha aperto una società di redditi immobiliari, ha una bambina di quattro anni che adora e un quasi marito inglese che parla l'Italiano peggio di Don Lurio. Se Giulia fosse ancora viva molto probabilmente Juanita sarebbe la sua tour manager.
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri personali. Contrassegna il permalink.