More than words

More than words, più delle parole. Più delle parole per descrivere il concerto di ieri sera, bisognava esserci. Più delle parole, parlavano i sorrisi di chi ho incontrato. Gli occhi di chi parlava di Giulia. Le lacrime, poche, e la felicità, tanta, sulla faccia di chi guardava le diapositive. More than words, più delle parole. Più delle parole della ballata degli Extreme, la mamma con gli occhiali che l’ha cantata con una bimba sulle ginocchia e un’altra creatura in arrivo. Il coro gospel su base degli U2 e testo di Giulia. Cantare il ritornello di “I still haven’t found what I’m looking for” trovando che la frase “e non potrei voler più di quel che ho” suona molto meglio dell’originale e ispira ancor di più.
More than words, più delle parole. Più delle parole l’energia del gruppo di Sesto Fiorentino, la voce e il sorriso della cantante di “Desire”, l’entusiasmo del tecnico del suono nonostante le bizze di un microfono, il bellissimo manifesto che promuoveva la serata.
Non ho mai conosciuto né incontrato Giulia. L’ho vista negli occhi di Alessio, sentita nelle parole di Fabio, rimpianta nei racconti ormai lontani di Don Paolo, ammirata nella sua mamma quando consola chi si commuove sentendone parlare. More than words, più delle parole sono queste le cose che mi hanno fatto capire che persona straordinaria doveva essere. Grazie a chi ha organizzato questa bella serata. Non sarà l’ultima, di sicuro.
Alberto

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